Non riuscirò mai a capire come, in un paese come il nostro, riusciamo a sopportare una politica che và contro il popolo, invece del contrario. E noi a protestare flebilmente e passare per ignoranti, antidemocratici, violenti, fascisti, comunisti e chi più ne ha più ne metta. Tutto, fuorchè cittadini, stufi di queste politiche che privilegiano pochi.
In Spagna, a maggio, sono scesi in piazza in quasi tutte le città per protestare contro i politici che permettono un'economia vorace che ci toglie qualsiasi speranza di un futuro migliore e contro la corruzione di cui i politici si servono per aumentare la loro sfera d'influenza.
Ci dobbiamo beccare i festeggiamenti (a nostre spese) di una falsa unità d'Italia.
Ci dobbiamo sorbire il TAV (a nostre spese) che già la Corte suprema bocciò per l'inutilità della stessa.
Ci tocca mantenere una marea di gente in Parlamento, compresi i condannati (più di quelli americani che governano circa 300 milioni di persone e non 60) con stipendi d'oro e benefit.
Diamo ai politici, quando votiamo, un mandato in bianco, per cui quando decidono una legge o un qualsiasi accordo, lo si fa senza il nostro consenso: è democrazia questa? E si lamentano pure se non siamo daccordo...ci prendono a bastonate e ci arrestano.
Dobbiamo sottostare ai capricci e alle manovre delle banche che mirano non solo al controllo delle masse, ma a svuotare il nostro lavoro di ogni merito, di qualsiasi speranza futura, visto che ci pagano con pezzi di carta senza controvalore... Sempre con l'accordo politico.
Quando finirà tutto questo?
Serve davvero un confronto democratico tra le parti quando la democrazia è pura illusione? Lo dimostra il fatto che in qualunque dimostrazione dei cittadini la polizia viene mandata a manganellare alla cieca.
Questo significa una sola cosa: Il popolo deve subire e tacere.
Adesso proveranno anche a mettere il bavaglio ad internet, l'unico mezzo che abbiamo per dire la nostra. Non mi vengano a dire che nel nostro paese c'è libertà di pensiero e di stampa: non è vero! La stampa è quasi tutta al servizio di banche e di politici.
venerdì 8 luglio 2011
lunedì 16 maggio 2011
La lezione di democrazìa dalla Svizzera
Il popolo sovrano svizzero si è espresso nelle urne per rigettare una proposta di legge che diminuiva i diritti dell'ammalato a una dolce morte, anche per i non residenti.
Quale differenza col popolo sovrano italiano che ha la sola libertà di votare per una coalizione o per l'altra.
Sarà mai possibile anche per noi?
Quale differenza col popolo sovrano italiano che ha la sola libertà di votare per una coalizione o per l'altra.
Sarà mai possibile anche per noi?
martedì 19 aprile 2011
berlusca, bunga bunga e la legge.
Sono mesi che si assiste ad un braccio di ferro tra poteri politici e poteri giudiziari: non se ne può più!
Diceva bene Ferdinando II a suo figlio Francesco quando gli spiegava cosa fosse la democrazìa, parola allora poco conosciuta: Francè, in sostanza la democrazìa significa, lèvate tu e famme fà a me.
Il lèvate tu è diventata una lotta senza esclusione di colpi. In qualunque modo bisogna scalzare il re e prenderne il posto.
Cosa volete che importi alla gente se il cavaliere và a letto con giovani ragazze? Beato lui, dico io. I problemi sono altri. I problemi della giustizia lunga come la fame, non è una invenzione. Il debito pubblico a oltre 1.800 milardi di euro non è una invenzione. Un sud ancora non emancipato dopo 150 non è una invenzione e quà si parla solo del bunga bunga del Berlusca: ci prendono per fessi?
Pensino piuttosto a dimezzare gli onorevoli in Parlamento, che ci costano l'ira di Dio. Gli Stati Uniti con una popolazione di circa 300 milioni di persone, ne hanno meno di noi. W l'Italia.
Diceva bene Ferdinando II a suo figlio Francesco quando gli spiegava cosa fosse la democrazìa, parola allora poco conosciuta: Francè, in sostanza la democrazìa significa, lèvate tu e famme fà a me.
Il lèvate tu è diventata una lotta senza esclusione di colpi. In qualunque modo bisogna scalzare il re e prenderne il posto.
Cosa volete che importi alla gente se il cavaliere và a letto con giovani ragazze? Beato lui, dico io. I problemi sono altri. I problemi della giustizia lunga come la fame, non è una invenzione. Il debito pubblico a oltre 1.800 milardi di euro non è una invenzione. Un sud ancora non emancipato dopo 150 non è una invenzione e quà si parla solo del bunga bunga del Berlusca: ci prendono per fessi?
Pensino piuttosto a dimezzare gli onorevoli in Parlamento, che ci costano l'ira di Dio. Gli Stati Uniti con una popolazione di circa 300 milioni di persone, ne hanno meno di noi. W l'Italia.
lunedì 27 settembre 2010
Il sole è nato a Napoli.
Povera terra mia! Il sole, diceva una canzone di Sergio Bruni, è nato a Napoli.
Sì, per fare imputridire tutta l'immondizia nuovamente...sempre!
Sono un pò stanco di leggere articoli di giornali, di partiti, di associazioni, di blog che il sud è quello che viene descritto. Ma la gente che fa? E cosa hanno ottenuto con le proteste? Forse qualche manganellata a dimostrazione che le ragioni del sud vengono rifiutate. I politici che fanno? Un cazzo! La magistratura che fa? Un altro cazzo! Tutti innocenti. Il sud era una conquista da fare e lo è ancora ad opera prima del francese Vittorio Emanuele, poi dell'industria nordica fatta con i soldi rapinati al sud, ed oggi è terra di conquista delle banche. Napoli ex capitale di un regno tra i primi d'europa è diventata la sua cloaca.
Caro Sergio Bruni, la tua canzone terminava, se ricordo bene: e chille ca fanno 'e prumesse, l'aspettamme ancora. Aspiette...aspiette!
Ancora si aspetta? Che cosa? Se il sud non fa da se, nessuno farà niente per lui.
Le promesse e i ladrocinii della politica con la cassa del mezzogiorno prima, poi con gli euro che arrivano col contagocce per pagare altro al nord: ancora si vuole dare credito a questa classe politica?
Una volta invasero il sud senza dichiarazione di guerra, non resta che fare la stessa cosa al nord o morirà quel che resta del sud.
Bossi vuole l'indipendenza e il sud solo con la sua indipendenza metterà mano ai suoi bisogni, ma deve essere una indipendenza in tutti i sensi, politica ed economica o non servirà a niente.
Sì, per fare imputridire tutta l'immondizia nuovamente...sempre!
Sono un pò stanco di leggere articoli di giornali, di partiti, di associazioni, di blog che il sud è quello che viene descritto. Ma la gente che fa? E cosa hanno ottenuto con le proteste? Forse qualche manganellata a dimostrazione che le ragioni del sud vengono rifiutate. I politici che fanno? Un cazzo! La magistratura che fa? Un altro cazzo! Tutti innocenti. Il sud era una conquista da fare e lo è ancora ad opera prima del francese Vittorio Emanuele, poi dell'industria nordica fatta con i soldi rapinati al sud, ed oggi è terra di conquista delle banche. Napoli ex capitale di un regno tra i primi d'europa è diventata la sua cloaca.
Caro Sergio Bruni, la tua canzone terminava, se ricordo bene: e chille ca fanno 'e prumesse, l'aspettamme ancora. Aspiette...aspiette!
Ancora si aspetta? Che cosa? Se il sud non fa da se, nessuno farà niente per lui.
Le promesse e i ladrocinii della politica con la cassa del mezzogiorno prima, poi con gli euro che arrivano col contagocce per pagare altro al nord: ancora si vuole dare credito a questa classe politica?
Una volta invasero il sud senza dichiarazione di guerra, non resta che fare la stessa cosa al nord o morirà quel che resta del sud.
Bossi vuole l'indipendenza e il sud solo con la sua indipendenza metterà mano ai suoi bisogni, ma deve essere una indipendenza in tutti i sensi, politica ed economica o non servirà a niente.
venerdì 24 settembre 2010
Dio è morto?
Ricordate il titolo di questa canzone degli anni 60 dei Nomadi? Sì, io la ricordo, era conosciutissima.
....................
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
...................................
Già in quegli anni la coscienza di chi scriveva quelle parole, si stava svegliando e cominciava a capire come stavano le cose.
Per quanto mi riguarda penso che Dio non muore e non nasce, se non dentro di noi. Quel "dentro" di cui le religioni monoteistiche si sono indebitamente appropriate.
Sentivo Gandhi dire: io sono musulmano, sono ebreo, sono cristiano, sono indù.
Quanto è vero! Chi crede in Dio non può appartenere ad una sola religione, ma a tutte quelle che credono nello stesso Dio. Nello stesso principio creatore.
La religione dunque divide, non unisce e divide spesso, la storia insegna, in modo sanguinoso. Perchè? Non oso dirlo...sarebbe troppo per il lettore credente.
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che la moralità, nata dalla parola di Dio, non ha alcuna presa sulle coscienze di quanti governano, dunque Dio esiste quando vogliamo e muore quando ci fa comodo.
Io credo semplicemente che il rapporto tra me e Dio riguarda esclusivamente me e Lui, senza alcuna intermediazione. Diversamente mi si mostri un mandato!
Com'è lento il nostro cammino.
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Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
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Già in quegli anni la coscienza di chi scriveva quelle parole, si stava svegliando e cominciava a capire come stavano le cose.
Per quanto mi riguarda penso che Dio non muore e non nasce, se non dentro di noi. Quel "dentro" di cui le religioni monoteistiche si sono indebitamente appropriate.
Sentivo Gandhi dire: io sono musulmano, sono ebreo, sono cristiano, sono indù.
Quanto è vero! Chi crede in Dio non può appartenere ad una sola religione, ma a tutte quelle che credono nello stesso Dio. Nello stesso principio creatore.
La religione dunque divide, non unisce e divide spesso, la storia insegna, in modo sanguinoso. Perchè? Non oso dirlo...sarebbe troppo per il lettore credente.
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che la moralità, nata dalla parola di Dio, non ha alcuna presa sulle coscienze di quanti governano, dunque Dio esiste quando vogliamo e muore quando ci fa comodo.
Io credo semplicemente che il rapporto tra me e Dio riguarda esclusivamente me e Lui, senza alcuna intermediazione. Diversamente mi si mostri un mandato!
Com'è lento il nostro cammino.
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