lunedì 16 maggio 2011

La lezione di democrazìa dalla Svizzera

Il popolo sovrano svizzero si è espresso nelle urne per rigettare una proposta di legge che diminuiva i diritti dell'ammalato a una dolce morte, anche per i non residenti.
Quale differenza col popolo sovrano italiano che ha la sola libertà di votare per una coalizione o per l'altra.
Sarà mai possibile anche per noi?

martedì 19 aprile 2011

berlusca, bunga bunga e la legge.

Sono mesi che si assiste ad un braccio di ferro tra poteri politici e poteri giudiziari: non se ne può più!
Diceva bene Ferdinando II a suo figlio Francesco quando gli spiegava cosa fosse la democrazìa, parola allora poco conosciuta: Francè, in sostanza la democrazìa significa, lèvate tu e famme fà a me.
Il lèvate tu è diventata una lotta senza esclusione di colpi. In qualunque modo bisogna scalzare il re e prenderne il posto.
Cosa volete che importi alla gente se il cavaliere và a letto con giovani ragazze? Beato lui, dico io. I problemi sono altri. I problemi della giustizia lunga come la fame, non è una invenzione. Il debito pubblico a oltre 1.800 milardi di euro non è una invenzione. Un sud ancora non emancipato dopo 150 non è una invenzione e quà si parla solo del bunga bunga del Berlusca: ci prendono per fessi?
Pensino piuttosto a dimezzare gli onorevoli in Parlamento, che ci costano l'ira di Dio. Gli Stati Uniti con una popolazione di circa 300 milioni di persone, ne hanno meno di noi. W l'Italia.

lunedì 27 settembre 2010

Il sole è nato a Napoli.

Povera terra mia! Il sole, diceva una canzone di Sergio Bruni, è nato a Napoli.
Sì, per fare imputridire tutta l'immondizia nuovamente...sempre!
Sono un pò stanco di leggere articoli di giornali, di partiti, di associazioni, di blog che il sud è quello che viene descritto. Ma la gente che fa? E cosa hanno ottenuto con le proteste? Forse qualche manganellata a dimostrazione che le ragioni del sud vengono rifiutate. I politici che fanno? Un cazzo! La magistratura che fa? Un altro cazzo! Tutti innocenti. Il sud era una conquista da fare e lo è ancora ad opera prima del francese Vittorio Emanuele, poi dell'industria nordica fatta con i soldi rapinati al sud, ed oggi è terra di conquista delle banche. Napoli ex capitale di un regno tra i primi d'europa è diventata la sua cloaca.
Caro Sergio Bruni, la tua canzone terminava, se ricordo bene: e chille ca fanno 'e prumesse, l'aspettamme ancora. Aspiette...aspiette!
Ancora si aspetta? Che cosa? Se il sud non fa da se, nessuno farà niente per lui.
Le promesse e i ladrocinii della politica con la cassa del mezzogiorno prima, poi con gli euro che arrivano col contagocce per pagare altro al nord: ancora si vuole dare credito a questa classe politica?
Una volta invasero il sud senza dichiarazione di guerra, non resta che fare la stessa cosa al nord o morirà quel che resta del sud.
Bossi vuole l'indipendenza e il sud solo con la sua indipendenza metterà mano ai suoi bisogni, ma deve essere una indipendenza in tutti i sensi, politica ed economica o non servirà a niente.

venerdì 24 settembre 2010

Dio è morto?

Ricordate il titolo di questa canzone degli anni 60 dei Nomadi? Sì, io la ricordo, era conosciutissima.
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Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto
Nei campi di sterminio Dio è morto
Coi miti della razza Dio è morto
Con gli odi di partito Dio è morto.
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Già in quegli anni la coscienza di chi scriveva quelle parole, si stava svegliando e cominciava a capire come stavano le cose.
Per quanto mi riguarda penso che Dio non muore e non nasce, se non dentro di noi. Quel "dentro" di cui le religioni monoteistiche si sono indebitamente appropriate.
Sentivo Gandhi dire: io sono musulmano, sono ebreo, sono cristiano, sono indù.
Quanto è vero! Chi crede in Dio non può appartenere ad una sola religione, ma a tutte quelle che credono nello stesso Dio. Nello stesso principio creatore.
La religione dunque divide, non unisce e divide spesso, la storia insegna, in modo sanguinoso. Perchè? Non oso dirlo...sarebbe troppo per il lettore credente.
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che la moralità, nata dalla parola di Dio, non ha alcuna presa sulle coscienze di quanti governano, dunque Dio esiste quando vogliamo e muore quando ci fa comodo.
Io credo semplicemente che il rapporto tra me e Dio riguarda esclusivamente me e Lui, senza alcuna intermediazione. Diversamente mi si mostri un mandato!
Com'è lento il nostro cammino.

Banche, tarallucci e vino!

Come fa un non laureato ad Oxford o alla Sorbona a parlare, o meglio scrivere di economia? Semplice: con la logica.
Se girate un pò in rete leggerete di molti che si lamentano delle banche , di supporti economici mancati, di titoli fasulli smerciati a buon prezzo, di Berlusconi che, sembra, (dico sembra eh?) voglia nazionalizzare le banche italiane. Urka che notizia!
C'è da fregarsi le mani. Ma sarà vero?
Diciamoci la verità: prima dell'avvento di internet, quanti di noi sapevano che la Banca d'Italia, non era dell'Italia? Ovvero dello Stato italiano? Non molti credo leggono la storia italiana e sul sito della Banca d'Italia, si guardano bene dal nominare il sig. Carlo Bonbrini e Camillo Benso, sedicente conte di Cavour (il gatto e la volpe) che piano piano costruirono la Banca d'Italia, passando dal banco Nazionale di Sardegna, in illo tempore banca del regnucolo sardo-piemontese.
Con quali soldi? Mah...credo con i soldi del Banco di Napoli e di Sicilia, il Monte dei Paschi di Siene in Toscana e qualcun'altra, visto che in Piemonte  non ce n'era tanto, non certamente con i loro.
Intanto già il nome Banca d'Italia induce gli italiani a credere che quella sia la banca degli italiani, dello Stato italiano...no, non è così. Appartiene a pochi privati...non a tutti.
Anche la Banca d'Italia ha instaurato nel nostro paese quel sistema che nel 1694 fu creato con la nascita della Banca d'Inghilterra ad opera di Rothchild, (quasi certamente) ossia dai figli di Mayer Amschel, orafo ebreo della Baviera che di soldi ne prestò molti alla corona inglese. Questa famiglia ha prestato soldi a molti governi e finanziato acquisti di terreni auriferi nel mondo: i Rothschild amavano l'oro, tant'è che ne fissano il prezzo ancora oggi. Nessuno dice qualcosa di questi signori dell'oro, nè giornali nè tv: fateci caso: vietato. E' come se non esistessero. Salvo un sito ufficiale che trovate facilmente.
Cosa è diventato oggi un semplice prestito di denaro? L'appropriazione dei beni di privati e degli Stati, debitori, da quando a queste banche si è concesso la facoltà di stampare banconote a pochi cents, come una qualsiasi tipografia.
Questo è un fatto. Così oggi il nostro Paese si ritrova con debiti verso le banche, che noi pagheremo, di oltre l'intero Prodotto Interno Lordo. Riusciremo mai a pagarlo? Non credo.
Oggi Berlusconi, si dice, voglia nazionalizzarle, proprio per abbattere il debito pubblico che quelli prima di lui hanno fatto negli anni passati e lui nel suo periodo di governo, costruendo cattedrali nel deserto e con manovre quanto meno dubbie.
Personalmente mi fido poco dei politici, anzi per nulla. Perciò credo che con una buona mancia Berlusconi andrà avanti senza fare questa riforma e, come si diceva a Napoli, tutto finirà senza cambiare nulla, a tarallucci e vino. E poi, perchè dovrebbe cambiare qualcosa? Sono 150 anni che si vuole cambiare qualcosa nel nostro bel paese, ma nessuno ha cambiato nulla, o meglio si peggiora.
La dose quotidiana di spread ci allontana dal vero problema: cos'è un investimento? Fare un investimento, a mio avviso, significa creare un'azienda investendo dei capitali (il famoso rischio impresa) assumendo mano d'opera e traendone dei profitti. Questo un investimento, ce ne sono altri ovviamente: il mattone, i cosidetti beni rifugio e via dicendo. L'acquisto del debito di uno Stato comprato oggi e venduto domani, si chiama speculazione.. Certo così è più facile e si rischia meno, visto che l'Italia è il Paese più tassato al mondo.
W l'Italia!